15° Passo

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DOLCI …. TENTAZIONI PERICOLOSE IN GRAVIDANZA
L’eccessivo consumo di dolci in gravidanza, il controllo della Curva Glicemica ed il Diabete Gestazionale

SI POSSONO MANGIARE I DOLCI IN GRAVIDANZA?
COS’E’ IL DIABETE GESTAZIONALE?
COME MAI A TUTTE LE DONNE INCINTE VIENE CONTROLLATA  LA CURVA GLICEMICA?
COSA SUCCEDE SE MI VIENE DIAGNOSTICATO IL DIABETE GESTAZIONALE?
CHE DIETA SEGUIRE IN CASO DI DIAGNOSI DI DIABETE GESTAZIONALE?
E DOPO IL PARTO TUTTO TORNA NORMALE?


SI POSSONO MANGIARE I DOLCI IN GRAVIDANZA?
Tutti gli zuccheri sono fonti di energia. Il sapore dolce è legato ad una serie di sostanze sia naturali che artificiali. Quelle naturali appartengono per lo più alla categoria dei carboidrati semplici o zuccheri (i carboidrati complessi, come l’amido, sono privi di sapore dolce). Quelle artificiali sono rappresentate da molecole di diversa natura chimica.
Gli zuccheri sono facilmente assorbiti ed utilizzati, sia pure con diversa rapidità. Il consumo di zuccheri, specialmente se assunti da soli, provoca quindi in tempi brevi un rapido innalzamento della glicemia (ossia della concentrazione di glucosio nel sangue) che tende poi a ritornare al valore iniziale (curva glicemica) entro un periodo più o meno lungo di tempo.
E’ ormai assodato che in tutte le persone un consumo troppo elevato di zuccheri possa portare ad un regime dietetico squilibrato e/o eccessivo sotto il profilo energetico, tale da facilitare la eventuale insorgenza di obesità, diabete e malattie cardiovascolari.
In gravidanza i dolci non sono necessari, ma non sono nemmeno “proibiti”. Sono proibiti i dolci in gravidanza in caso alla donna venga diagnosticato il diabete gestazionale.

COS’E’ IL DIABETE GESTAZIONALE? 
Il diabete gestazionale consiste in un’intolleranza al glucosio diagnosticata per la prima volta nella vita durante la gravidanza, tipicamente alla fine del secondo o all’inizio del terzo trimestre.
Tale alterazione patologia si risolve dopo il parto in circa il 90% de casi. Tuttavia queste donne sono più esposte al rischio di sviluppare negli anni successivi un diabete mellito conclamato.
Il diabete gestazionale, se non trattato, si associa ad un elevato rischio di complicanze ostetriche e perinatali (crescita eccessiva del feto, neonato con difficoltà respiratorie, ipoglicemie neonatali…).
E’ ormai noto che una dieta squilibrata, con un aumento eccessivo di peso e di tessuto adiposo prima e/o durante la gravidanza facilita l’insorgenza di diabete gestazionale. Del resto donne, che prima della gravidanza non sono diabetiche, possono manifestare l’insorgenza di tale patologia e ciò è dovuto ad uno squilibrio tra gli ormoni della placenta ed il metabolismo materno.

In condizioni normali lo stomaco e l’intestino assimilano i carboidrati contenuti negli alimenti trasformandoli in glucosio, principale fonte di energia per il nostro organismo. Perché le nostre cellule possano utilizzare il glucosio è necessaria la produzione di insulina da parte del pancreas; se si è affetti da diabete, l’organismo non è in grado di produrre insulina in quantità sufficienti oppure le cellule non riescono ad utilizzarla in maniera adeguata: il glucosio, pertanto, si accumula nel sangue e la glicemia aumenta.

COME MAI A TUTTE LE DONNE INCINTE VIENE CONTROLLATA  LA CURVA GLICEMICA?
Attualmente, tutte le pazienti gravide sono sottoposte a screening per il diabete gestazionale che prevede l’esecuzione di un unico test da carico (curva glicemica) con 75 g di glucosio tra la 24° e la 28° settimana di gestazione. Il test da carico o curva glicemica prevede che la donna a digiuno esegua un prelievo di sangue per ottenere la glicemia basale e ripeterà il prelievo di sangue per la misurazione della glicemia 1 ora e 2 ore dopo l’assunzione di una bevanda zuccherata (contenente 75 g di glucosio). Si parla di diabete gestazionale quando si rileva almeno uno dei seguenti valori:
- glicemia basale (a digiuno) superiore o uguale a 92 mg/dL
- glicemia a 1 ora superiore o uguale a 180 md/dL
- glicemia a 2 ore superiore o uguale a 153 mg/dL
Inoltre si ricordi che tutte le pazienti già alla prima visita di gravidanza (I trimestre) vengono sottoposte ad una prima valutazione del valore di glicemia basale: nel caso in cui si rilevi un valore di glicemia compreso tra 92 mg/dL e 126 mg/dL si pone già la diagnosi di diabete gestazionale.

COSA SUCCEDE SE VIENE DIAGNOSTICATO IL DIABETE GESTAZIONALE?
In caso di diabete gestazionale, la paziente viene avviata ad un ambulatorio di “diabete e gravidanza”. Alla prima visita è consuetudine fornire alla paziente  un reflettometro, ovvero uno strumento per la misurazione della glicemia capillare (è necessaria una goccia di sangue, usualmente prelevata a livello del polpastrello) e i moduli per ottenere  dalla propria ASL l’esenzione temporanea per il diabete e per la fornitura di strisce reattive e aghi pungidito. Le glicemie capillari verranno misurate dalla paziente diverse volte durante la giornata.

CHE DIETA SEGUIRE IN CASO DI DIAGNOSI DI DIABETE GESTAZIONALE?
Tutte le donne con diabete gestazionale dovrebbero seguire una dieta sana, ipocalorica e dei consigli per una corretta nutrizione: la dieta raccomandata è di 1600 Kcal/die con un contenuto del 40-50% di carboidrati, 30% di proteine e 30-40% di lipidi; tale dieta diventa meno calorica nel caso in cui la donna sia obesa (1400 Kcal/die).
E’ importante ricordarsi che ogni alimento contiene diversi nutrienti (proteine, grassi, zuccheri, sali minerali e vitamine) che hanno lo scopo di soddisfare uno o più fabbisogni: quindi non è sufficiente guardare le calorie per poter sostituire un alimento con un altro, ma è necessario rispettare anche le equivalenze tra i nutrienti.
La donna in gravidanza non deve mangiare per due, ma deve mangiare due volte meglio, soprattutto se affetta da diabete gestazionale.
Per una dieta sana è necessario limitare i carboidrati, poiché fanno aumentare la glicemia. Inoltre essi andranno frazionati durante la giornata: si consigliano 3 pasti (colazione, pranzo e cena) e 2/3 spuntini tra i pasti principali. E’ importante inoltre conoscere le differenze tra i vari tipi di carboidrati: quelli semplici (come quelli contenuti in dolci, succhi di frutta, bevande zuccherate) sono rapidamente assorbiti e determinano un rapido innalzamento della glicemia; invece i carboidrati complessi (contenuti in pane, pasta, riso, legumi) hanno un assorbimento più lento determinando un picco glicemico minore o più ritardato. Pertanto vanno privilegiati i carboidrati complessi anziché i dolci e le bevande dolcificate.
La colazione, ad esempio, rappresenta un momento importante nell’apporto calorico giornaliero: una colazione sana prevede il consumo di carboidrati complessi (pane integrale, fette biscottate, marmellata o biscotti secchi) e deve essere consumata tutti i giorni con regolarità.
Le fibre idrosolubili, come quelle contenute in frutta e verdura, rallentano l’assorbimento dei carboidrati. Pertanto ne è raccomandato un adeguato introito.
Attenzione deve essere prestata alle bevande zuccherate, dolci e snacks. Possono essere consumati purché in quantità controllate e nell’ambito di un pasto, ossia accompagnati da altri alimenti e soprattutto da fibra alimentare che ne rallentino l’assorbimento, evitando così la comparsa di picchi glicemici troppo elevati.
L’acqua deve essere consumata in abbondanza.
Accanto ad una dieta sana è consigliata un’attività fisica moderata ma regolare: l’esercizio fisico può aiutare a tenere sotto controllo i livelli di glucosio nel sangue.
E’ altresì fondamentale limitare l’aumento di peso (l’incremento di peso ideale da ottenere dall’inizio alla fine della gravidanza si pone intorno ai 10 Kg).
Alcune donne in cui il controllo glicemico ottenuto con la sola dieta non è stato adeguato, dovranno iniziare una terapia insulinica.

E DOPO IL PARTO TUTTO TORNA NORMALE?
Nella maggior parte delle donne con diabete gestazionale i livelli di glucosio nel sangue ritornano velocemente alla normalità dopo il parto. Tuttavia dovranno sottoporsi di nuovo al test da carico a distanza di 6-8 settimane dal parto.