14° Passo


INQUINAMENTO: SEI SICURA DI QUEL CHE MANGI IN GRAVIDANZA?


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INQUINAMENTO:
SEI SICURA DI QUEL CHE MANGI IN GRAVIDANZA?
Manuela Cardellicchio – Ginecologa Ospedale Luigi Sacco
Irene Cetin – Professore e Primario Ginecologia Ospedale Luigi Sacco

Molte persone prima di consumare e spesso prima di acquistare un prodotto al supermercato leggono per filo e per segno sull’etichetta gli ingredienti contenuti, in particolare la quantità di grasso e il numero di calorie che produce; in gravidanza questo comportamento viene accentuato dal fatto che le donne non devono preoccuparsi solo della loro salute ma anche di quella del loro bambino.

E' bene sapere che tutti i cibi anche quelli unanimemente considerati sicuri e salutari possono, se consumati in quantità eccessive, nascondere delle insidie non riportate in etichetta.

Frutta e verdura per esempio sempre più spesso contengono residui di pesticidi la cui assunzione a lungo andare può comportare seri rischi per la salute; molti di essi, infatti, sono sospettati di essere cancerogeni, teratogeni, mutageni o di avere effetti tossici sulla riproduzione. Anche l'eccessivo e non corretto consumo di pesce, i cui  benefici sono stati ben spiegati nel “passo” precedente, può comportare danni alla salute materna e fetale. I pesci che consumiamo infatti trascorrono la maggior parte della loro vita in un habitat ricco di inquinanti ambientali che raggiungono le acque marine tramite gli scarichi industriali. Ovviare al problema consumando solo pesce di allevamento purtroppo non ha dato i risultati sperati; ricerche effettuate dall’EFSA (European Food Safety Authority) hanno evidenziato come i sistemi di allevamento spesso favoriscono la contaminazione degli animali in modo simile o addirittura superiore a quelli riscontrati nelle specie selvatiche a causa dell’utilizzo di mangimi altamente contaminati.
Il livello di contaminazione varia a seconda della specie ittica, dell’età del pesce, del luogo di cattura, della stagione ed è fortemente condizionata dalle abitudini alimentari del pesce stesso. Diossina e Metil mercurio, due tra i più comuni contaminanti, sono presenti in concentrazioni più elevate nelle specie piscivore, in particolare nei grandi predatori come tonno e pesce spada che trovandosi al livello più alto della catena alimentare si nutrono di pesci più piccoli già contaminati.

LA DIOSSINA: è una sostanza tossica che si trova principalmente nei grassi degli alimenti di origine animale, in alcuni grandi pesci d’acqua fredda dei mari nordici ma anche nella carne, nelle uova e nei latticini. Il nostro corpo è in grado di eliminarla, ma molto lentamente, per questo motivo anche l'esposizione a piccole quantità di tale sostanza può comportare un progressivo e dannoso accumulo all’interno dell’organismo. Così come i grandi pesci predatori anche l'uomo si trova all'apice della catena alimentare pertanto è a rischio di subire un più alto livello di contaminazione.
Le diossine sono agenti cancerogeni riconosciuti ma non si conoscono ancora bene tutti gli effetti negativi che causano al nostro corpo, nè quale sia il limite tossico di assunzione. Poiché la diossina tende ad accumularsi nel grasso corporeo fare una moderata attività fisica e ridurre in tal modo la quantità di grasso nel nostro organismo può favorire l’eliminazione di questa sostanza.

METIL-MERCURIO: è una sostanza tossica che, come la diossina, viene eliminata lentamente dall'organismo e tende a bioaccumularsi ad ogni passaggio nella catena alimentare. Si trova principalmente nel pesce e nei prodotti ittici in generale. I pesci che solitamente contengono più mercurio sono il pesce spada, lo squalo e il tonno. Una volta assorbito il metilmercurio si diffonde rapidamente in tutto l'organismo ed è in grado di passare la barriera ematoencefalica e la placenta. Nelle donne può provocare infertilità, mentre in gravidanza aumenta il rischio di parto prematuro e possibili danni cerebrali al feto. Bambini esposti in utero al metilmercurio mostrano  deficit di sviluppo, minori abilità di linguaggio, deficit della memoria e dell'attenzione.

MA ALLORA QUANTO PESCE MANGIARE IN GRAVIDANZA?

E’importante ricordare che la dieta di una donna in gravidanza deve essere varia ed equilibrata per tale motivo non si deve escludere dalla dieta nessun alimento. In particolar modo il pesce è un alimento indispensabile ricco di omega 3 i cui effetti benefici superano di gran lunga i rischi legati agli inquinanti in esso contenuti se consumato nel modo corretto. La comunità europea ha stabilito infatti che le donne in gravidanza o in allattamento devono evitare il consumo di pesci a forte  rischio di contaminazione come il pesce spada e il tonno, prediligendo pesci di dimensioni più piccole con un consumo medio di una-due volte alla settimana. La varietà dell’alimentazione è infatti la migliore garanzia per raggiungere l’assunzione adeguata di vitamine e minerali ed anche per evitare che si accumulino agenti inquinanti in eccesso.