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IN GRAVIDANZA LA CELIACHIA E' UN PROBLEMA?
Dott.ssa Maddalena Massari

Quanto è diffusa la celiachia?
Secondo i dati ufficiali, ne soffre l’1 per cento della popolazione. Includendo i casi non diagnosticati si può arrivare al 2 per cento.

Ma cos’è la celiachia?
La celiachia è una malattia dell’apparato digerente che danneggia l’intestino tenue e interferisce con l’assorbimento dei nutrienti presenti negli alimenti.
Le persone affette da celiachia sono intolleranti al glutine, una proteina contenuta nel grano, nell’orzo e nella segale. L’unica “terapia” per la celiachia è seguire una dieta priva di glutine.

I sintomi della celiachia possono essere molto vari e in alcuni casi, soprattutto nelle persone adulte, quasi assenti.
La celiachia può manifestarsi con disturbi di tipo intestinale più o meno intensi (diarrea cronica, gonfiore e dolore addominale) ma anche con molti altri disturbi extraintestinali come, ad esempio, problemi nella sfera riproduttiva.

Diagnosticare la celiachia solo sulla base dei sintomi è difficile se non impossibile. Proprio per questo la diagnosi spesso si fa tardi e sono ancora molti i casi non diagnosticati.
Fare una diagnosi precoce della malattia e cominciare al più presto una dieta priva di glutine è invece fondamentale per prevenire le complicanze.

Quando è lecito sospettare di essere celiaci?
Gli effetti della celiachia sulla riproduzione femminile comprendono: irregolarità mestruali, infertilità, aborti spontanei, menopausa precoce e maggiore rischio di osteoporosi.
Alcuni studi dimostrano che bimbi nati da donne celiache presentano maggiore rischio di basso peso alla nascita e maggior rischio di nascere prematuri.

Infatti in donne che non sanno di essere celiache il glutine può causare una serie di danni
che non sono solo legati al malassorbimento degli alimenti, ma anche allo scatenarsi di reazioni immunitarie abnormi.
Già dall'adolescenza il glutine comincia a fare danni alla sfera riproduttiva femminile poiché il menarca, cioè il primo ciclo mestruale, può comparire tardi e le mestruazioni possono essere irregolari come ritmo e durata; spesso si tratta di cicli non ovulatori che rendono più difficile il concepimento.
E se rimangono incinte, queste donne sono più esposte al rischio di abortire o di avere un bambino sottopeso alla nascita o di allattare per meno tempo e con più fatica.

Che fare in questi casi? Come si scopre se si è celiaci?
Per prima cosa se ci sono dei sintomi sospetti, è necessario escludere la celiachia con gli esami specifici.
Innanzitutto vengono eseguite delle analisi del sangue per vedere se sono presenti gli autoanticorpi caratteristici (gli anticorpi anti trasglutaminasi).
Se le analisi del sangue e i sintomi fanno propendere per la diagnosi di celiachia, viene eseguita una gastroscopia con biopsia dell’intestino tenue per confermare la diagnosi.

E se si sa già di essere celiaci?
Chi è celiaco e mangia senza glutine, non ha nessun problema nel concepire e nel portare avanti una gravidanza! Il problema si pone per la donna che non sa di essere celiaca o che non vuole accettare la dieta senza glutine.

Le donne che sono intolleranti al glutine possono tranquillamente avere una gravidanza, l'importante è che seguano una dieta priva di glutine ed in generale ad una alimentazione sana ed equilibrata.
Naturalmente è fondamentale che rispettino non solo la dieta senza glutine, ma anche le raccomandazioni dietetiche e di supplementazione valide per tutte le donne.
In particolare è importante un adeguato apporto di calcio; la gravidanza, di per sé, causa perdita di massa ossea; questo può essere un problema per le donne celiache che sono più a rischio di osteoporosi. Fondamentale è anche assumere il giusto quantitativo di ferro; le donne celiache sono spesso anemiche per carenza di ferro e la gravidanza può peggiorare notevolmente l’anemia, mettendo a rischio la salute della mamma e del bambino.
Così come a tutte le altre donne, alla donna celiaca dovrebbe essere consigliato di monitorare il proprio peso: la dieta senza glutine talora è sbilanciata per eccesso di grassi che, essendo più calorici dei carboidrati, favoriscono l'aumento del peso.

Ma la dieta senza glutine può danneggiare il bambino?
Le donne celiache che seguono bene la dieta senza glutine possono stare tranquille: non si ritiene che la vita del nascituro e la loro stessa salute possano subire danni per il solo fatto di essere celiache.

E il bambino sarà celiaco?
Molte donne si chiedono se il piccolo sarà celiaco e cosa possono fare per impedire che diventi celiaco. La celiachia, come altre malattie autoimmuni, non è strettamente ereditaria. Quello che si eredita, infatti, è la predisposizione alla malattia. Il rischio che il bimbo di una mamma celiaca sia a sua volta celiaco è circa del 10-15 per cento.
Purtroppo non c’è nulla che la mamma possa fare per evitarlo.
Evitare che il bambino mangi il glutine non è possibile e anche svezzarlo tardi non lo protegge del tutto. Sembra ragionevole un comportamento equilibrato: normale epoca e modalità di svezzamento con un occhio attento a cogliere eventuali sintomi. Comunque, anche in assenza di segni evidenti, è bene procedere allo screening con il prelievo di sangue, ma solo dopo che si sia introdotto il glutine nella dieta.